Scrivere senza distrazioni, è possibile?

 

Ultimamente sto scrivendo in maniera regolare e questo mi fa molto piacere. Credo che questo sia uno dei problemi principali per gli scrittori: scrivere regolarmente e non distrarsi quando si inizia!

Tantissimi manuali di scrittura creativa affrontano questo problema, in quanto il cervello, come qualsiasi altro muscolo, diventa più efficiente con l’esercizio regolare.  Ma a volte è davvero difficile trovare la motivazione, specialmente quando siamo di fronte ad un computer e Facebook/Twitter/inseriscisocialnetworkacaso ci chiamano…

A questo proposito, voglio segnalarvi un sito in inglese secondo me geniale (che mi fa anche un po’ paura). Si chiama Write or Die (Scrivi o muori) e già il titolo dovrebbe farvi tremare…

writeordie
La vecchia interfaccia di Writeordie. Guardate la nuova sul sito!

Originariamente pensato come software per il PC, Writeordie è stato sostituito da Wordwar (dettagli qualche paragrafo più sotto), ma la versione online è ancora accessibile a questo indirizzo, writeordie.com .

Il concetto dietro questo sito è semplice: se cominciate a scrivere ma improvvisamente vi distraete, ci saranno delle conseguenze, o se  non vi distraete, ci saranno delle ricompense.
Potete infatti scegliere tra Reward Mode (se raggiungete il vostro obiettivo, ci sarà un premio), Stimulus Mode (vi sarà fornito un ambiente di lavoro stimolante, che sarà rimosso se non scrivete) o Consequence Mode (come il nome lascia intendere, sarete puniti se non scrivete).

Dato che io sono una sostenitrice dell’educazione spartana, la mia versione preferita è il Consequence Mode.
Per prima cosa dovete scegliere il vostro obiettivo, quante parole e per quanto tempo volete scrivere. Potete impostare due valori. Uno è il “periodo di grazia” (Grace Period), ovvero quanto tempo passerà prima che il programma vi punisca: sappiamo che alcuni autori hanno bisogno di pensare un po’ tra una riga e l’altra, mentre altri scrivono tutto di getto.
La modalità Consequence ha poi un’altra serie di valori. Potete scegliere tra alcuni suoni spiacevoli e alcune immagini altrettanto spiacevoli (anche se io il Grumpy Cat lo trovo carino); un altro valore importante da impostare è il Kamikaze Mode, ovvero se smettete di scrivere, tutto quello che avete scritto si cancellerà simpaticamente. Una volta che tutto è pronto, potete cliccare Try e divertirvi.  Sicuramente questo sito è una misura un po’ drastica, ma può rivelarsi utili per chi è un “farfallone” senza speranza!
Il vostro lavoro può essere poi scaricato tramite il tasto Save in formato .txt, pronto da editare con qualsiasi editor di testo (se siete indecisi riguardo a quale usare, date un’occhiata a questo post).
Il successore di Writeordie, Wordwar, è invece impostato sul meccanismo della competizione. Al costo di 20 dollari, potete sfidarvi con degli amici (o con altri studenti di scrittura creativa)  per vedere chi di voi è lo scrittore più veloce!

Sempre rimanendo in tema di distrazioni, è divertente l’articolo in inglese di E. Bluelme intitolato “The games we (don’t) play: how authors stay offline“, in cui l’autrice ci riferisce gli stratagemmi che diversi scrittori utilizzano per evitare di perdere tempo su Facebook e simili. La maggior parte di loro semplicemente fa in modo di stare lontana fisicamente da un computer collegato ad Internet.  Ho notato che anche per me è l’unica soluzione veramente efficace: ho lasciato il wireless attivo sul mio pc più grande, ma il netbook su cui scrivo non ha nessun collegamento al World Wide Web! Se devo cercare qualcosa per i miei scritti, me lo appunto su un quaderno e faccio il tutto alla fine della sessione di scrittura.
Se non volete essere così drastici, esistono dei programmi come Freedom (costo 10 dollari), che vi impediscono l’accesso ad Internet per un certo periodo di tempo. Forte, no?
Oppure potete sperimentare la tattica illustrata (in inglese) su 99% da C. Newport in “A day without distraction“, in cui tutto il lavoro deve essere fatto in blocchi da 30 minuti. Una tecnica difficile da mettere in pratica, ma che a detta dell’autore aumenta l’efficienza.
Che ne pensate?

 

Detto questo, proprio in virtù di tanta efficienza, torno ai miei scritti  😉

 

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